Portare aiuto tra mille difficoltà

giugno 22nd, 2015 | Posted by Editore in Emergenze | News - (0 Comments)

Noi siamo galline. Loro sono maiali! Avete mai sentito questa riflessione? Un giorno una gallina dice al suo amico maiale: “Dovremmo essere fieri di noi stessi, io e te. La colazione preferita del nostro padrone è uova e pancetta. Io ne faccio metà, tu fai l’altra metà!” E il maiale risponde: “Va bene a te, ma non tanto a me. Per te è questione di lavorare un paio di giorni; per me, è la mia stessa vita”.
Ipa è un villaggio nel distretto di Makawanpur, a 70 km da Techo dove abbiamo il quartier generale per le nostre operazioni di soccorso per il terremoto in Nepal. I primi 50 km sono asfaltati, fino a Sisneri. Il resto è solo una stradicciola sterrata e stretta.
Abbiamo organizzato due camion con 930 sacchi di riso e dhal (lenticchie), olio, sale e sapone. Ogni camion trasportava circa 5.5 tonnellate di materiale. Abbiamo cominciato a caricare i camion di mattina presto ed abbiamo finito a mezzogiorno, visto che non abbiamo a disposizione muletti e tutto viene caricato a mano. I camion sono partiti da Ipa a mezzogiorno circa, guidati da Purna Kumar Dangol, un maestro di Don Bosco e volontario capace, esperto a cui ci affidiamo per alcuni lavori di supporto.
L’intenzione era di raggiungere Sisneri (50 km). Alle 4 del pomeriggio avevano solo raggiunto Pharping, quasi 4 ore per percorrere 35 km! Gli autisti si sono rifiutati di proseguire perché la strada, sebbene asfaltata, ha comunque una pendenza molto elevata, è stretta, con tornanti molto accentuati. Gli autisti non si sentivano in grado di affrontare quelle curve.
Il nostro collaboratore locale a Pharping avrebbe voluto scaricare tutto e far tornare indietro i camion. Voleva mettere il materiale a casa di un suo parente, ed incaricarsi egli stesso della distribuzione. Tuttavia, l’esperienza di Purna con questo tipo di “collaboratori” ha suscitato dei sospetti così, invece di affidarsi a questo collaboratore è andato alla polizia dove ha trovato l’aiuto che gli serviva.
Hanno noleggiato un autobus della zona e quattro camioncini. Hanno scaricato tutto il materiale e trasferito su questi nuovi mezzi di trasporto: 120 sacchi di riso sull’autobus e 100 sacchi su ciascuno dei camioncini. Purna ha poi lasciato due dei suoi uomini con l’aiuto di qualche poliziotto a supervisionare il cibo rimasto a terra, per evitare che venisse rubato.
Tre dei 4 camioncini sono stati abbastanza potenti da raggiungere direttamente Ipa. L’autobus e il quarto camioncino non sono riusciti ad andare oltre Sisneri. Prontamente Purna ha diviso nuovamente i suoi collaboratori in due: ha mandato una parte ad accompagnare i tre camioncini a Ipa e gli altri sono rimasti a sorvegliare il materiale a Sisneri.
Il giorno dopo, i tre camioncini sono tornati da Ipa per caricare ciò che era rimasto fermo a Sisneri e consegnarlo a destinazione. Soltanto dopo aver finito di distribuire il cibo a Ipa, sono riusciti a tornare a casa.
70 chilometri, 11 tonnellate di materiale, 7 veicoli, tre dei quali hanno fatto doppia strada. Un’operazione durata due giorni interi. E tutto ciò in un villaggio che può essere raggiunto in auto, attraverso le strade, seppur sterrate. Immaginatevi la situazione nei villaggi in montagna, dove non ci sono nemmeno strade sterrate.
Questo racconto è solo per darvi un’idea delle difficoltà e sfide quotidiane che la Squadra di Soccorso Don Bosco in Nepal deve affrontare.
Ed è proprio così: noi siamo galline molto efficienti, in grado di fare bellissime uova ogni giorno per le persone che ne hanno bisogno. I volontari in Nepal però…sì che sono maiali: sacrificano la loro stessa vita per aiutare gli altri. Sono i nostri veri eroi!

La squadra di soccorso è andata a Dudikheal Bahar, un villaggio del distretto di Lalitpur a distribuire generi alimentari a 50 famiglie che vivono nelle tende.

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