I consiglieri

Gino Prandina

Gino Prandina, Presidente, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo
Sono in Fondazione già dalla prima ora, quando il fondatore P. Antonio Alessi mi incontrò nella stazione ferroviaria di Cittadella, lui era in attesa di prendere il treno per Torino, e mi confidò l’idea di fare un’associazione a favore dei lebbrosi dell’India e a questo primo colloquio ne seguirono altri ravvicinati coinvolgendomi così nella grande avventura dei Fratelli Dimenticati…continua a leggere

Bolla don Claudio Don Claudio Bolla, Vice Presidente, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo
Sono Don Claudio Bolla: da giovane volevo essere missionario in terre lontane ma per vari motivi non fu possibile. Divenni salesiano e sacerdote dedicandomi con coraggio ed entusiasmo in varie attività proprie della mia Congregazione finché mi fu presentata la Fondazione Fratelli Dimenticati…continua a leggere
Gatti costantino Costantino Gatti, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo
Sono passati diversi anni da quando conobbi Padre Antonio Maria Alessi.
Al primo incontro mi descrisse degli anni trascorsi in Thailandia come missionario e di quello che stava facendo per aiutare i più poveri e sfortunati dopo il suo ritorno in Italia…continua a leggere
 Maria_Grillo Maria Grillo, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo
Luigino Antoniacomi, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo
Nel 1993 sono stato attirato dalla curiosità a partecipare ad un Viaggio del Sorriso in India e nel 1994 in Centro America, ma anche col preciso intento di capire cosa faceva in quei poveri paesi la Fondazione Fratelli Dimenticati…continua a leggere
Franca Casati, Consigliere e Presidente Assemblea dei Volontari
La mia esperienza è iniziata nel 1992 a seguito di un “viaggio del sorriso” in India organizzato dalla Fondazione Fratelli Dimenticati, attraverso la quale già sostenevo le cure per una persona affetta da lebbra…continua a leggere
Cagnin Paolo

Paolo Cagnin, Consigliere
Andando a ritroso nella mia memoria per trovare il momento in cui ho conosciuto la Fondazione Fratelli Dimenticati mi rendo conto che sono passati oltre venti anni…continua a leggere

rosella_fabbiani Rosella Fabbiani, Consigliere
Ho “incontrato” la Fondazione nella primavera nel 2009, in occasione di una manifestazione della Filiale di Melegnano relativa a tè e spezie. L’argomento mi ha interessato a tal punto che, nell’autunno dello stesso anno, ho partecipato ad un viaggio in India organizzato dalla responsabile della Filiale…continua a leggere
Donatella Mantelli Donatella Mantelli, Consigliere
Sono Donatella Mantelli nata a Casale Monferrato nel 1957, residente a Binasco (Mi) sono coniugata e ho due figli Bruno e Alberto, professione casalinga. Io e la mia famiglia conosciamo la Fondazione dalla metà degli anni 80…continua a leggere
Silvia_Oliari Silvia Oliari, Consigliere
Mi sono avvicinata alla Fondazione nel 1988, in occasione della Mostra di Natale a Binasco e ho cominciato a sostenere i progetti di solidarietà, aderendo al sostegno a distanza…continua a leggere
Anna schera  Anna Schera, Consigliere

Gino Prandina, Presidente, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo
Sono in Fondazione già dalla prima ora, quando il fondatore P. Antonio Alessi mi incontrò nella stazione ferroviaria di Cittadella, lui era in attesa di prendere il treno per Torino, e mi confidò l’idea di costituire un’associazione a favore dei lebbrosi dell’India e a questo primo colloquio ne seguirono altri ravvicinati coinvolgendomi così nella grande avventura dei Fratelli Dimenticati.
La missione, la speranza di dare un futuro dignitoso ai poveri del mondo, sono le motivazioni principali che mi tengono legato alla Fondazione. Ormai da oltre 25 anni sto contribuendo alla sua crescita sia in Italia che in terra di missione. Da molti anni, lasciato il lavoro, mi dedico come volontario a tempo pieno e sono responsabile della gestione complessiva. I miei viaggi in terra di missione sono stati numerosi e in ognuno riscopro nuove emozioni e nuove speranze, speranze che si consolidano ogni giorno con i numerosi bambini che hanno possibilità di istruzione, migliaia di malati che trovano cure presso i centri da noi sostenuti, centinaia di famiglie che hanno trovato alloggio grazie alla costruzione di altrettante casette.
L’augurio che mi faccio e che rivolgo a tutti è quello di non dimenticare mai l’altro, il diverso, il povero, di ritrovare il senso della propria vita nella quotidianità del dono e della condivisione.

Don Claudio Bolla, Vice Presidente, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo
Sono Don Claudio Bolla: da giovane volevo essere missionario in terre lontane ma per vari motivi non fu possibile.
Divenni salesiano e sacerdote dedicandomi con coraggio ed entusiasmo in varie attività proprie della mia Congregazione finché mi fu presentata la Fondazione Fratelli Dimenticati.
Chiesi di entrare a far parte ed in seguito mi fu proposta la Presidenza, incarico che mantenni per sette anni. Ho potuto visitare tante missioni dell’India, del Nepal, del Guatemala dove la Fondazione sostiene economicamente le opere. Visitai, come primo salesiano non impegnato nell’attività locale, anche il Sud- Sudan impegnandomi per la costruzione di una scuola a Karthoum. Ogni viaggio fu per me un’esperienza di prim’ordine potendo constatare di persona le necessità delle varie popolazioni e la goccia di refrigerio che la Fondazione portava con il sostegno a distanza, con le varie costruzioni di scuole, ostelli, dispensari, di case. Quanti “GRAZIE” mi sono sentito dire ed io allora a spiegare loro che non dovevano ringraziare la Fondazione e tantomeno me, ma i tanti e tanti benefattori dell’Italia e della Svizzera. Mi venne spontaneo, un giorno, paragonare la Fondazione ad un grande ponte che univa le due sponde, una in Italia e l’altra in terra di missione: su quel ponte passava tutto l’amore, tutta la generosità di tante buone mamme, papà, ragazzi e nonni che, con sacrifici quotidiani, volevano dimostrare a tanti fratelli lontani e dimenticati il loro affetto e la loro vicinanza. Personalmente devo io ringraziare la Fondazione perché mi ha aiutato a conoscere la realtà sommersa di gran parte del mondo e mi ha permesso di condividere le difficoltà, l’ignoranza, la malattia, la sofferenza di tanti fratelli e nello stesso tempo la loro serenità d’animo, la loro gioia, il loro entusiasmo, la loro forza nell’affrontare la vita quotidiana: “Qualunque cosa avrete fatto ad uno dei miei fratelli lo considero fatto a me!”.

Costantino Gatti, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo 
Sono passati diversi anni da quando conobbi Padre Antonio Maria Alessi.
Al primo incontro mi descrisse degli anni trascorsi in Thailandia come missionario e di quello che stava facendo per aiutare i più poveri e sfortunati dopo il suo ritorno in Italia. Mi parlò molto dell’India, delle caste, dei paria, dei lebbrosi e dei numerosi bambini poveri che non potevano andare a scuola e che spesso morivano di fame, per non parlare di quelli costretti a lavorare per contribuire al mantenimento della famiglia.
Tutto questo mi colpì molto e al suo invito a seguirlo in India con pochi altri, risposi di essere pronto ad intraprendere questa esperienza di vita. Potei così vedere che quanto mi aveva raccontato era drammaticamente reale ed ebbi anche l’onore di conoscere Madre Teresa di Calcutta, grande amica di Padre Antonio.
Passarono pochi mesi e, assieme a Gino Prandina, Gianni Alessi e pochi altri volontari, demmo vita all’associazione che dopo alcuni anni si trasformò in Fondazione.
Guidati dall’instancabile Padre Antonio sviluppammo il progetto del sostegno a distanza raggiungendo un numero significativo di bambini aiutati e nel contempo contribuimmo alla costruzione di scuole, ospedali, un lebbrosario e di molte altre iniziative che tutt’ora perseguiamo.
Ho sempre fatto parte del Consiglio di Amministrazione e successivamente del Comitato Esecutivo adoperandomi per la continuità della nostra “mission” certo che, dal cielo, Padre Antonio ci guidi sempre con tanto amore come ci aveva promesso quand’era in vita. Egli era un grande uomo di cui ci si poteva fidare. La Fondazione, in questi 24 anni, ha fatto molto ma ci sono ancora molte persone che confidano nel nostro aiuto. Dal canto mio cercherò di dare il massimo, certo che tutti insieme sapremo dare una risposta alle persone meno fortunate di noi.

Luigino Antoniacomi, Consigliere
Nel 1993 sono stato attirato dalla curiosità a partecipare ad un Viaggio del Sorriso in India e nel 1994 in Centro America, ma anche col preciso intento di capire cosa faceva in quei poveri paesi la Fondazione Fratelli Dimenticati.
Ebbene dopo aver visto e toccato con mano la vera povertà e i disagi sociali di questa povera gente, mi sono rivolto alla Fondazione per mettermi a disposizione come volontario, impegnandomi nel tempo libero, compatibilmente con gli impegni famigliari e professionali, ad aiutare. Nella vita sono libero professionista, geometra, e visti i numerosi progetti di costruzione che la Fondazione stava realizzando in quei paesi, ho chiesto di prestare la mia esperienza e professionalità nel seguire le varie edificazioni di: scuole, dispensari, ostelli, casette, pozzi idrici ecc. per progettare e consigliare la tecnologia delle costruzioni. Infatti dopo alcuni anni di verifiche dei progetti direttamente sul posto, nonostante le incomprensioni ambientali e i continui sforzi per capire le loro abitudini, si sono visti i primi risultati con costruzioni più praticabili, più sicure e anche economicamente più convenienti. La soddisfazione di questa mia opera a favore di questa povera gente, è stata e continua ad essere, veramente immensa e spero di poter continuare.

Franca Casati, Consigliere e Presidente Assemblea dei Volontari
La mia esperienza è iniziata nel 1992 a seguito di un “viaggio del sorriso” in India organizzato dalla Fondazione Fratelli Dimenticati, attraverso la quale già sostenevo le cure per una persona affetta da lebbra.
I miei due precedenti viaggi turistici erano stati affascinanti ma questo ed i successivi in missione sono stati molto emozionanti perché si instaura con le persone, un rapporto umano, d’amore e di condivisione, che fa superare la paura di non essere in grado di sostenere un viaggio missionario. Al rientro dal viaggio sono diventata volontaria della Fondazione per testimoniare, sensibilizzare e coinvolgere più persone possibili, perché quando si tocca con mano la miseria in cui vivono tanti nostri fratelli non è possibile restare inerti, non raccontare agli altri quanto si è visto. È così che ho iniziato a proporre il sostegno a distanza a Melegnano.
Subito ho avuto il consenso di amici e conoscenti ed insieme abbiamo creato un gruppo di volontarie che con grande entusiasmo ha iniziato a lavorare organizzando iniziative per far conoscere la Fondazione e proporre i vari progetti. Successivamente, nel 2005, questa collaborazione ha permesso di aprire la filiale di Melegnano.
Durante le numerose visite effettuate nei Centri sostenuti dalla Fondazione, ho incontrato e conosciuto molti Missionari, Sacerdoti e Suore, italiani e locali: i racconti della loro vita, la loro quotidianità, il loro impegno per i diritti umani, in modo particolare quelli dei bambini e delle donne, hanno trasformato il mio modo di pensare e modificato anche la mia scala di valori. I diversi incontri con Madre Teresa e le visite alle sue Opere hanno contribuito a farmi riflettere maggiormente e a meditare sui veri valori della vita.
Le tante storie di bambini, donne e fratelli dimenticati, le loro condizioni di vita, la loro impossibilità di studiare, giocare, curarsi, avere una casa, un lavoro, una vita dignitosa, fanno accrescere il desiderio di aiutarli, di fare il massimo per loro anche se consapevoli che la nostra è solo “una goccia nell’oceano” ma comunque molto necessaria. Dal 1998 sono Consigliere.
Ringrazio il Signore di avermi dato l’opportunità di fare questa meravigliosa esperienza, sia in terra di missione che in Italia.

Paolo Cagnin, Consigliere 
Andando a ritroso nella mia memoria per trovare il momento in cui ho conosciuto la Fondazione Fratelli Dimenticati mi rendo conto che sono passati oltre venti anni.
Mia moglie ed io ci trovavamo in viaggio in India con una agenzia turistica e rimanemmo scioccati dall’evidente contrasto di questa società in cui la stragrande maggioranza della popolazione viveva e tuttora vive in condizioni di estrema miseria rispetto a pochissimi che ancora oggi godono e dispongono di enormi e sproporzionate ricchezze. La miseria umana così evidente (bimbi che razzolano nella spazzatura, lebbrosi, mendicanti, ecc.) sono state le scene che ci hanno accompagnato nei giorni e nei mesi successivi e che hanno turbato a fondo la nostra coscienza. Da quel momento nasceva in cuor nostro un forte desiderio di poter intervenire in qualche modo per poter aiutare quella popolazione poverissima, emarginata e bisognosa della solidarietà di chi ha avuto di più. Parlando del nostro viaggio con amici, sentimmo parlare di Padre Antonio Alessi. Desiderosi di conoscerlo ci recammo subito da lui e fummo trascinati dal suo entusiasmo e dal suo grande carisma ad aderire alle sue iniziative. Iniziammo a conoscere la Fondazione e le persone che già operavano nella sede di Torino ed in seguito iniziai a partecipare ai consigli di Cittadella e addentrarmi sempre di più nelle attività della Fondazione. Bellissime e toccanti sono state le successive esperienze fatte con i “Viaggi Missionari del Sorriso” che oltre a farmi conoscere meravigliose località di grandi bellezze naturali, artistiche, etniche, mi hanno permesso di conoscere grandissimi personaggi nelle varie missioni e non potrò mai dimenticare l’emozionante incontro con Madre Teresa che rimane per me e mia moglie la stella polare delle nostre piccole attenzioni volte a migliorare l’esistenza dei più poveri della Terra.

Rosella Fabbiani, Consigliere
Ho “incontrato” la Fondazione nella primavera nel 2009, in occasione di una manifestazione della Filiale di Melegnano relativa a tè e spezie.
L’argomento mi ha interessato a tal punto che, nell’autunno dello stesso anno, ho partecipato ad un viaggio in India organizzato dalla responsabile della Filiale.
La povertà nei villaggi, la miseria di chi vive sui marciapiedi nelle grandi città, la precarietà e pericolosità dei lavori per racimolare poche rupie, la mancanza di igiene, contrastano notevolmente con la pulizia, l’ordine, l’assistenza nei lebbrosari e nei dispensari, la gratitudine delle persone che si sentono privilegiate per essere considerate “persone”, la gioia dei bambini negli orfanotrofi, negli ostelli, il loro prenderti per mano e mostrarti orgogliosamente il proprio quaderno, la propria zanzariera mi hanno convinta a dedicare tanta parte del mio tempo libero al volontariato in Fondazione.
Auspico che alla mia piccola goccia, già unita a quella delle tante persone religiose e laiche che si occupano dei nostri progetti, se ne aggiungano altre per poter proseguire il cammino intrapreso.

Donatella Mantelli, Consigliere
Sono Donatella Mantelli nata a Casale Monferrato nel 1957, residente a Binasco (Mi) sono coniugata e ho due figli Bruno e Alberto, professione casalinga. Io e la mia famiglia conosciamo la Fondazione dalla metà degli anni 80.
Quattro anni fa ho deciso di dedicarmi alla Fondazione anche come volontaria, e così, grazie alla fiducia accordatami dalla stessa, sono diventata consigliere e membro del comitato esecutivo. È un grande onore per me poter servire l’associazione con questa nuova responsabilità.
Il desiderio di aiutare gli altri si è trasformato in esigenza quando per la prima volta sono stata in India con il viaggio organizzato dalla Fondazione, nel 2012. È stato un vero terremoto di emozioni che sono entrate nel mio cuore, e li si sono fermate. I bambini che ho incontrato, con i loro sorrisi, ti accarezzano e ti emozionano.
Sono belli e fieri nonostante le difficoltà e la povertà senza confini che affligge l’India.
La mia esperienza non poteva finire li, non si può voltare lo sguardo, loro sono parte di noi, sono figli del mondo e quindi anche nostri. Vanno aiutati. Sono mamma, e come tale mi sento responsabile anche nei loro confronti.
Il mio contributo è una goccia nell’oceano, ma sono consapevole che se riuscissi a trasmettere questa mia convinzione alle persone che incontro quando faccio volontariato, aggiungerei la goccia che, come insegnava Madre Teresa, diversamente mancherebbe.
Desidero impegnarmi per dare continuità all’impegno che questa Fondazione ha sempre dimostrato nel garantire che ogni gesto di generosità sia elargito a chi ne ha veramente bisogno.
Grazie per avermi letto, Donatella

Silvia Oliari, Consigliere
Mi sono avvicinata alla Fondazione nel 1988, in occasione della Mostra di Natale a Binasco e ho cominciato a sostenere i progetti di solidarietà, aderendo al sostegno a distanza. Incuriosita, e volendo conoscere da vicino una realtà tanto lontana e diversa, ho partecipato ai viaggi di missione in India, dove ho incontrato bambini, ammalati e persone bisognose di aiuto che vivono in estrema povertà, prive delle più elementari necessità. Visitando i centri sostenuti dalla Fondazione, ho conosciuto missionari e suore, che si prendono cura di bambini abbandonati, in gravi difficoltà, emarginati e anche con disabilità. Grazie al sostegno dei benefattori, la Fondazione aiuta concretamente questi bambini che possono vivere in un ambiente protetto, avere cibo ogni giorno, vestirsi, curarsi e, frequentando la scuola avere la possibilità di riscattarsi da una vita priva di dignità. Con l’alfabetizzazione dei bambini si aiutano anche le famiglie e le comunità che, attraverso i progetti sul territorio promossi dalla Fondazione, riescono ad emanciparsi e a migliorare le proprie condizioni di vita. In particolare, nel viaggio nel Nord Est dell’India, ho visto le realtà tribali così lontane dal nostro modo di vivere, dove ancora di più emerge  la necessità di aiutare. Queste esperienze mi hanno insegnato molto e soprattutto a riflettere su quanto ciascuno di noi può dare a favore degli altri. Tornando a casa ho deciso di diventare volontaria e consigliere per offrire il mio contributo a sostegno dei poveri. Con entusiasmo partecipo a tutte le iniziative di promozione dell’attività della Fondazione. Testimonio nelle scuole per sensibilizzare i nostri bambini, che sono il futuro, sulle condizioni di povertà, solitudine e sfruttamento dei loro coetanei: far loro comprendere l’importanza delle rinunce personali per aiutare gli altri ed essere solidali. Parlo con tutti della mia gratificante esperienza affinché ci siano altri che sentano il bisogno di donare con gioia il loro tempo e la loro capacità di condividere: tutti siamo missionari quando promuoviamo i principi evangelici di amore, pace, uguaglianza e dignità per tutti.