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BILANCIO 2010

La crisi economica non ha dato tregua nemmeno per l’anno 2010, si è allargata investendo tutti i settori, sono aumentate le indigenze, le povertà, si è ampliata la forbice tra il ricco e il povero. Nuove povertà hanno investito l’occidente e molte zone si allineano con il terzo mondo. Queste notizie e considerazioni non sono patrimonio di tutti, anzi molti hanno sempre sostenuto che la crisi è passata e che siamo in fase risolutiva, stiamo esportando, la produzione è aumentata ecc., non si capisce però perché le famiglie abbiano sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese! Ad aggiungersi alle conseguenze negative della crisi economica, vi sono i disastri naturali, le catastrofi ricordiamo il terremoto di Haiti, l’esondazione in Pakistan non ultimo il terremo in Giappone con il conseguente e drammatico inquinamento radioattivo. Sono segni e fenomeni che dovrebbero far pensare, far comprendere la fragilità del sistema uomo e dare un senso alla vita che va al di là e al di sopra dell’accumulo, dell’accaparramento. La Fondazione ha affrontato quest’anno, appena passato, l’impegno nella convinzione che solo attraverso la solidarietà, sarebbe stato superato con minor sofferenza questo periodo difficile. Il futuro è incerto, non si notano buone e positive prospettive, sull’Europa incombono nuove guerre, minacce, ritorsioni di potentati, i poveri dell’Africa del Nord alzano la loro voce, i conflitti si allargano! Anche la Fondazione, come tutti gli organismi non profit ha subito un calo nelle offerte, rispetto all’anno 2009. Le ragioni sono molte, vanno ricercate, in primis, nella crisi economica che ci attanaglia e non risparmia quasi nessuno. Diciamo quasi nessuno perché chi aveva prima, oggi ha ancora di più, ma vi sono cause che alimentano l’insicurezza, esempi di accaparramento e sfrenato egoismo che distruggono il rapporto umano e negano la solidarietà. La solidarietà venale è oggi oggetto e proprietà di alcuni mass media che mascherano dietro il buonismo altri interessi di parte meno nobili. Purtroppo riscontriamo ogni giorno come vengono anteposte le scelte personali a quelle comunitarie e sociali, l’obiettivo attuale è quello di arricchirsi ad ogni mezzo e a scapito di chiunque e guai a chi si mette di traverso o chi intralcia il cammino. Le persone sono oggetto e mezzo per aumentare il proprio capitale, milioni di poveri ed emarginati non hanno forza per chiedere aiuto, ne voce per denunciare il pane sottratto. Abbiamo bisogno di testimoni non di enunciatori, testimoni che con la vita danno il senso vero al progetto di Dio. Noi non sappiamo se predichiamo il Vangelo ma di una cosa siamo certi: incontriamo nella nostra semplice quotidianità tanti predicatori inconsapevoli che alimentano di compassione e tenerezza la nostra interiorità e spiritualità. Alla continua ricerca di “testimoni credibili”, siamo messi a dura prova dalle continue disillusioni di chi “predica bene e razzola male”, su diversi fronti: familiare, comunitario, ecclesiale, politico, sembra che, a turno, nessuno ne possa uscire indenne…Siamo tentati di rimettere in discussione molte relazioni, la nostra stessa fede, che significa poi, nella nostra quotidianità, fiducia nel “prossimo”. Per tanti cristiani oggi è il tempo della dispersione…è certo là che Gesù, con la sua Parola sempre nuova e così semplice, ci sorprende e ci imbarazza là dove non ce l’aspettiamo… A questo riguardo occorre dire che l’ultima scelta di Gesù, quella di un amore che arriva non solo a perdere, ma a perdere se stesso, è coerente con la lezione del farsi ultimo e del diventare servo non tanto degli altri, ma per gli altri. Ciò emerge in maniera particolare quando proprio quei discepoli per i quali Gesù avrebbe offerto il suo corpo furono sorpresi dallo stesso a discutere animosamente sui loro meschini progetti di carriera, e più precisamente mentre egli parlava della sua fine imminente. Il Maestro aveva allora indicato la logica superiore del servizio come spendersi per gli altri. Aveva insegnato: «I re delle nazioni le governano e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così. Ma chi è il più grande tra voi, diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi, come colui che serve”. Quanto attuali sono queste parole, quanto necessario praticare e vivere alla Sua sequela! Se da un lato abbiamo subìto una riduzione delle offerte, dobbiamo riconoscere che grazie ad un benefattore, con la sua generosa offerta, abbiamo contenuto lo scarto rispetto l’anno precedente. Abbiamo preso atto come i sostegni a distanza abbiano subìto una forte flessione, difficoltà economiche delle famiglie, proposta del sostegno del centro poco appetibile. Non abbiamo lavorato per fare numeri, abbiamo lavorato e ci siamo impegnati per camminare insieme ai bambini e benefattori per rendere consapevole la crescita e il cambiamento. Ci sono proposte che potrebbero far aumentare le casse della Fondazione ma non darebbero le risposte che stiamo cercando; dignità, sviluppo e giustizia per i milioni di bambini. Abbiamo sempre ripetuto che non è la nostra idea ne tanto meno la nostra mission fare filantropia, bensì camminare e crescere con loro, gli ultimi e questo implica scelte che danno risposte economiche misurate e consapevoli. Di certo l’impegno che spendiamo se non è frutto di convinzione e consapevolezza, non dà i risultati sperati né si raggiungono gli obiettivi perseguiti. L’esercizio 2010 si è concluso con un utile pari a Euro 142.877,17 al netto delle imposte. Questo dato però, non deve essere interpretato solo dal punto di vista numerico, altrimenti rischia di diventare uno specchietto per le allodole, perché in realtà se ne analizziamo bene il contenuto, emergerà un quadro della situazione completamente diverso. Nel 2010 le offerte ricevute ammontano complessivamente a Euro 3.995.329,80. Anche quest’anno, a causa della crisi finanziaria ed economica, come ben conosciamo, che ha investito tutto il mondo e che oramai ci interessa da qualche anno, si è registrato un consistente calo delle offerte ricevute. Nel complesso possiamo comunque affermare che nonostante la diminuzione delle offerte ricevute, grazie ad alcuni eventi straordinari come quello sopra citato e di altre entrate extra, la Fondazione è riuscita a far fronte ugualmente a tutti gli impegni presi sia per quanto riguarda il sostegno, sia per le quote annue che per la realizzazione dei progetti approvati, infatti il totale dei fondi inviati ammonta Euro 3.479.574,25 registrando un incremento del + 0,80% rispetto al 2009. È doveroso infine sottolineare che è stato possibile realizzare tutto questo anche grazie ad un costante monitoraggio delle entrate e delle uscite, ad una attenta politica di contenimento dei costi nel limite delle possibilità e utilizzando le disponibilità di cassa, banca e posta.

Riassunto invio fondi nei vari Paesi sostenuti:



Riassunto invio fondi suddiviso per attività:


Suddivisione utilizzo fondi:

Sintesi di Bilancio