Essere volontari…

Proponiamo alcune testimonianze di volontari che collaborano con Fratelli Dimenticati

Volontaria_Mirella La mia collaborazione come volontaria di Fratelli Dimenticati ha avuto inizio quattordici anni fa quando, al ritorno da un viaggio India/Nepal prima e Guatemala poi, organizzati dalla Fondazione, ho sentito la necessità di fare fare qualcosa di concreto per migliorare le condizioni di ingiustizia, miseria, scarsa istruzione dei paesi visitati.
Ho dato la mia disposnibilità per due giorni la settimana partecipando a varie attività come: mercatini, allestimento mostre missionarie estive e tutto quanto possa essere di aiuto per sostenere l’opera della Fondazione.

Mirella


CinquiniEro la solita donna in carriera: grande famiglia, grande lavoro e tempo zero…….ma sulla Via di Damasco tutti possiamo essere folgorati.
La mia folgore si chiama “solidarietà” e la sua scoperta è stata sconvolgente.
Non ha richiesto più di quello che potessi dare, poche ore all’anno, in cambio mi sono arrivati i sorrisi di centinaia di bambini che hanno svelato quanto poco basti dare, per ricevere tantissimo.

Grazia


volontaria_danielaMi chiamo Daniela e faccio la volontaria da non molto tempo presso il negozio della filiale di Cittadella. Ho conosciuto Fratelli Dimenticati tramite un’amica già volontaria da parecchio tempo presso la sede centrale. Dopo essere andata in pensione ed essendo da sola a casa, ho pensato di dedicare alcuni giorni della settimana in questo servizio di solidarietà perché credo nei valori e nella mission di Fratelli Dimenticati. Attualmente aiuto nel confezionamento di bomboniere solidali per varie ricorrenze, battesimi, prima Comunione, Cresime, lauree e matrimoni.
Anche se non dedico molto tempo, quel poco che riesco a fare lo faccio con il cuore, perché se ognuno di noi donasse un po’ di se e del suo tempo alla solidarietà, troverebbe uno scopo migliore nella vita.

Daniela


MarioTramite Giancarlo Riccardi nel 1986 sono entrato a conoscenza dell’attività svolta dalla nostra Fondazione e nel mese di novembre mi sono recato in India con un viaggio organizzato ed accompagnato da Padre Antonio Maria Alessi.
Arrivati in India, siamo stati accolti da Don Antonio  ed abbiamo visitato alcune Missioni ed Istituti religiosi gestiti dai Salesiani nelle località adiacenti le città di Calcutta e Mumbai.
A Mumbai abbiamo avuto anche contatti con Padre Colussi e Padre Maschio e con quest’ultimo ed i due Padri Alessi abbiamo partecipato alla distribuzione del pane, del latte ed una rupia alle persone bisognose che si presentano al Centro di Padre Maschio e di Padre Alessi.
A Calcutta abbiamo visitato la Casa della “Buona Morte”, gestita dalle Suore di Madre Teresa, e due Centri in cui operano le stesse.
Abbiamo visitato un piccolo ospedale e Slums gestito dalle Helpers of Mary ed abbiamo presenziato alla posa della prima pietra per la costruzione di un Ospedale/Lebbrosario.
Eseguo opera di volontariato presso la Filiale di Binasco dall’anno 2011.
Sono entrato in Fondazione per prestare opera di volontario perché ho potuto constatare che la mission svolta dalla nostra Fondazione viene eseguita con molta serietà e competenza.

Mario


A volte non serve andare alla ricerca di esperienze particolari, se sai aspettare sono loro che ti vengono incontro.
Tramite una collega di lavoro, parto con non poche perplessità per una vacanza in un paese dell’America Latina ospite di una signora del luogo. E mi si apre una prospettiva del mondo molto diversa dal nostro vivere quotidiano.
Non poteva finire tutto in venti giorni e allora forza proviamo a far qualcosa. Da tempo sapevo della presenza dei Fratelli Dimenticati attraverso il negozio di Cittadella – ideale per fare e farsi dei regali – quindi perché non avvicinarsi?!
Detto fatto partecipo ad un incontro da loro proposto e per iniziare aderisco al sostegno a distanza.
Ciò che non si conosce fa…aumentare la curiosità: leggere il giornalino, ascoltare il racconto dalla persona coinvolta stimola l’interesse maggiormente. All’inizio tutto sembra lontano, sfumato, gli altri essendo estranei li percepisci “altolocati” per le tue capacità, poi conoscendoli diventano gente come noi che cerca di impegnarsi, di dedicare tempo, energie, idee per promuovere, sensibilizzare le coscienze di chi vive in una società del benessere verso chi che ha molto meno dal punto di vista materiale ma non per causa sua.
Per carattere non sono una persona che si butta a capofitto nelle cose, preferisco entrare un po’ alla volta, osservare, conoscere, valutare e, se trovo di mio gradimento, se ciò che faccio mi fa star bene e può contribuire al benessere altrui, il mio impegno aumenta.
Ormai è già da qualche anno che partecipo, do’ disponibilità nei mercatini, in qualche lavoro manuale, in negozio e ultimamente assisto ai consigli di amministrazione. Questa è una parte ai più sconosciuta ma utilissima per intuire che il mondo del volontariato non è così semplice, lineare come a prima vista può apparire. E non sempre tutto è appagante.
Aderendo ad iniziative ed inviti ho la possibilità di conoscere le persone che gravitano attorno alla Fondazione, quando leggo nomi ed esperienze li associo a volti precisi sento le cose molto più vicine anche se chilometri ci separano.
Costa fatica? Certamente si, fare volontariato implica anche a delle rinunce, impegni che si sovrappongono, ma nella vita si fanno delle scelte e se ci credi non ti pesano. Io ci credo.

Simonetta


Dopo diversi anni che collaboravo regalando qualche ora alla Fondazione durante la Mostra di Natale, e che come famiglia avevamo aderito al progetto del sostegno a distanza, quattordici anni fa ho deciso di fare la volontaria.
Infatti, dopo essere diventata mamma, il sapere che esistono tanti bambini nel mondo che vivono situazioni estremamente difficili, mi ha portata a mettermi in gioco ed ho iniziato così ad essere più attiva.
Adoro fare i laboratori nelle scuole; infatti offrire il mio tempo alle scuole per invitare grandi e piccini ad un momento di riflessione è per me molto importante: noi ogni giorno ci impegniamo molto per trasmettere i nostri valori e far capire che anche il nostro “poco” può essere “tanto” per molti !
La nostra campagna nelle scuole primarie sta riscuotendo un grande successo e noi volontarie siamo molto contente perché capiamo che tutto il nostro lavoro frutta e viene realmente apprezzato!

Barbara


Rosanna_mercatinoSiamo Alberto e Rosanna, abitiamo a circa 50 chilometri da Cittadella.
Alcuni anni fa abbiamo fatto dei viaggi organizzati dalla fondazione in India, Messico, Guatemala e Nepal dove abbiamo partecipato ad un campo di lavoro. In questi luoghi ci siamo resi conto di essere tanto fortunati.
In quel periodo avevamo pensato che anche noi potevamo attivarci per quelle persone che avevamo conosciuto per quelle realtà che avevamo toccato con mano. Quindi abbiamo cominciato a frequentare volontariamente  il magazzino di Cittadella, e a dare una mano aiutando durante qualche mostra o mercatino.
Tempo dopo siamo diventati genitori adottivi di tre figli. Non riuscendo più ad andare a Cittadella, per due estati con tutta la famiglia, siamo stati una settimana, prima a Cavalese e poi a Rosolina,  per tenere aperta la mostra mercato organizzata dalla fondazione.
In casa poi prepariamo dei lavoretti manuali, da vendere durante le feste di Natale. Sempre nel periodo natalizio Chiara_stellacoinvolgiamo alcuni amici del nostro paese, e con loro passiamo per le case con il tradizionale canto della “stella”, con le offerte che raccogliamo manteniamo due sostegni a distanza iniziati anni fa dalla nostra parrocchia.
Un paio di volte ci siamo resi disponibili per la vendita delle magliette nella giornata della Fondazione.
Vorremo poter fare di più, a volte la lontananza è un ostacolo, però pensiamo che anche il poco che abbiamo fatto sarà sicuramente servito.
Sarebbe bello che tutti gli amici della Fondazione potessero aiutare in qualcosa, ognuno con il proprio tempo libero, o le proprie capacità e competenze, convinti che chiunque può far fruttare i propri talenti e può donare qualcosa ai nostri fratelli più poveri.

Alberto e Rosanna