Dicono di noi

Condividiamo alcuni pensieri dei bambini a cui abbiamo presentato le nostre proposte didattiche:

A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

Pontelongo, 19 Marzo 2015

La Fondazione onlus”Fratelli Dimenticati” ha portato il Mondo meno fortunato nella nostra scuola Primaria “M.Montessori”, presentando a noi ragazzi delle classi quarta e quinta di Pontelongo, in provincia di Padova, l’attività svolta a sostegno delle persone senza casa, senza lavoro, senza cibo dell’India, del Nepal, del Nicaragua, del Guatemala,…
Attraverso la testimonianza delle due volontarie Daniela e Lorena e con l’ausilio di immagini e filmati, noi ragazzi siamo stati guidati a scoprire la difficile realtà in cui vivono molti nostri coetanei nei Paesi più poveri della Terra.
A partire dalla riflessione su un tema che accomuna tutti i bambini: il GIOCO e in particolare il CALCIO, si è giunti a conoscere la situazione di sfruttamento di tanti minori, costretti a realizzare palloni nelle fabbriche, invece di andare a scuola o di giocare.
In India i bambini che appartengono alle famiglie più povere non possono godere dei diritti che tutti dovrebbero avere e sono costretti a lavorare per aiutare i familiari a sopravvivere, cucendo palloni o producendo mattoni.
È quello che accade a Passol, dove i bambini sono costretti a lavorare moltissime ore al giorno,in luoghi malsani, per poche rupie al giorno.
La Fondazione sviluppa progetti di aiuto e di sostegno per migliorare le condizioni di vita di queste comunità, favorendo soprattutto l’istruzione e la tutela alla salute.
Noi ragazzi di Pontelongo ci siamo sentiti contagiati da questa testimonianza di solidarietà, che ci ha permesso per un giorno di allargare il nostro sguardo ben oltre i banchi di scuola.


A CHE GIOCO GIOCHIAMO?
Il giorno 4 marzo 2015 presso Scuola dell’infanzia “G. Marin” di Candiana/Pontecasale (Pd) sono arrivate due esperte della onlus Fratelli Dimenticati.
Le insegnanti ed i bimbi rigraziano queste due esperte per la loro estrema cura e pazienza nella gestione di tutta l’attività svolta coi bimbi.
Colgono, inoltre, l’occasione di ringaziare per la tematica trattata  e per avere arricchito sia la visione dell’altro nei bimbi sia un bagaglio di informazioni spendibilke dalle insegnanti in momenti didattici successivi coi bimbi.
Grazie dalle maestre.

Lucia, Ketty, Lisa, Elena


Bambini scuola LA SCUOLA HA OSPITI HAI LA STOFFA GIUSTA? LABORATORIO IN PALESTRA E IN AULA SULLE STOFFE

Venerdì 18 novembre delle esperte di Fratelli Dimenticati hanno coinvolto gli alunni della scuola Primaria di Gambarare in un progetto intitolato “Hai la stoffa giusta?”. L’evento è iniziato in palestra, dove le volontarie hanno mostrato come nascono le fibre naturali per esempio il cotone e la seta. Andando avanti hanno “travestito” degli alunni nel modo in cui si vestono gli abitanti di certi paesi poveri come l’India, il Messico, Nepal e altri. Poi i bambini si sono trasferiti in classe, le esperte hanno insegnato loro una tecnica di tessitura con un telaio costruito in cartone. Grazie a questa esperienza gli alunni hanno capito che ogni paese seppur povero ha il suo modo di vestire, le sue tradizioni e che donare un po’ di quello che si possiede non costa così tanta fatica.

Gli alunni delle classi 5^ A – B Scuola Primaria “Ippolito Nievo” –  Gambarare I.C.S. Mira 1


DAI BAMBINI DELLA SCUOLA PRIMARIA DON MILANI DI SANT’ANGELO DI PIOVE DI SACCO (PD)Pag_9_b Io sono stato colpito da quanta povertà c’è in India e quanti bambini sono costretti a lasciare le famiglie. A me è piaciuto il saluto dei bambini indiani “Namasté” che significa “saluto il Dio che è in te”. Oggi mi sono accorto quante cose sono superflue e invece poche sono utili, i gioielli, le borse e gli orologi non servono a niente e invece cibo e acqua sono più utili. La spiegazione sul riso mi è piaciuta molto e mi ha interessato come lo coltivano, non con grosse macchine ma a mano e aiutati dagli animali. Io a quei bambini dell’India vorrei scrivere sul cielo in modo che lo vedano tutti “vi regalo un sorriso” e poi la mia bocca che sorride. Costruire anche un palazzo tutto per loro e per igenitoried sopratutto per i bambini appena nati. La cosa più importante però è renderli felici e curarli. Ho visto poi, nel filmato, che si lavavano i denti con il dito e con una specie di dentifricio nero, forse amaro. Mi è dispiaciuto tanto vederli vivere così ma qualcuno, sicuramente, li andrà a trovare e a portare loro un poò di felicità. Quando Lorena ci ha fatto vedere il primo filmato di Jasmine e Lily che descrivevano le loro giornate all’interno di un’istituto, mi sono chiesta dove dormissero, ma la risposta mi è arrivata subito. Dormono su delle coperte poste una sopra l’altra all’interno di un grande salone, tutte insieme. Al risveglio mettono questo “letto” in una parte della stanzacosì possono usare il salone per studiare o per giocare. Alla fine del filmato ho notato che questo istituto non era del tutto povero ma aveva cose come la lavagna, come che abbiamo noi oggi e questo perché i soldi che i Fratelli Dimenticati raccolgono li usano per fare istituti, come quello. Quello che mi sentivo dentro quando ho visto il filmato è che pur essendo poveri, questa organizzazione non li fa diventare ricchi ma dona loro un sorriso perché ridere è contagioso. Io, a questi bambini dell’India, vorrei fare di tutto per donare la salute, abbracciarli e farli sorridere e forse a loro piacerebbe fare amicizia con una bambina italiana.

Gli alunni delle classi 4^ A – B

 


CHE BELLE ESPERIENZE Noi bambini di classe III, l’anno scorso abbiamo partecipato ai due progetti della Fondazione. A novembre “Pane, chapati, tortilla” e a marzo “Riso per un Sorriso”. Sono state due belle esperienze perché abbiamo scoperto le piante di grano e di riso. Per noi bambini è bello capire come queste piantine crescano e possano diventare un cibo. Ci è stato spiegato che queste piantine, quando diventano grandi, vengono lavorate in modi diversi. ChapatiA me è piaciuto tanto il progetto “Pane, chapati, tortilla” perché abbiamo fatto il chapati e l’abbiamo anche mangiato. Così mi sono sentita più vicina ai bambini poveri, assaggiando il loro cibo. Prima di fare il chapati abbiamo visto un filmato dove una signora nepalese ci insegnava come prepararlo. Questo filmato finiva con tre bimbi che per pranzo  mangiavano solo un piccolo chapati con qualche verdura. Io ho pensato a quanto fortunata sono ad avere tutto quello che mi serve per mangiare, vestire, giocare, dormire. Spesso non hanno una casa che li protegga e quando piove tanto vengono tutte distrutte. Questo ci è stato spiegato da due bambine indiane di nome Jasmine e Lilì che vivono in un centro e dormono sdraiate per terra, come materasso hanno una stuoia e si coprono con una coperta. Al mattino, con l’acqua, si lavano i denti strofinandoli con un dito e un po’ di dentifricio e per fare la doccia si rovesciano l’acqua dai secchi “che è molto fredda!” Tutti noi siamo stati contenti che le nostre insegnanti abbiano deciso di farci partecipare a questi progetti. Ogni tanto ripenso ai tanti bambini del Nepal, India e Nicaragua che ho visto nei filmati e sono contenta di averli aiutati. Anche per il giorno del mio compleanno ho rinunciato ai regali e ho dato i soldini per i bambini indiani. Spero che tanti bambini possano avere quello che ho io.

di Noemi, Classe 3 Scuola Primaria Santa Maria di Cittadella (Pd)