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"I Fratelli Dimenticati"

da "I Fratelli Dimenticati" Agosto-Settembre n. 110, pag. 5
Situazioni nepalesi
di Daniela Cattaneo
Bharawal (Nepal), 30 Maggio 2009
Oggi Parvati ha 39,5 di febbre, vomito, diarrea e tracce di sangue nelle feci.
Parvati è una bambina che potrebbe avere circa due anni e mezzo. Viveva in mezzo al fiume, in una capanna, con il papà e i suoi tre fratelli. La mamma è morta quando la bimba aveva sei mesi. I due fratelli più grandi sono pescatori come il papà.
Parvati è stata cresciuta dal più piccolo dei fratelli che avrà circa 7 anni.
Le sorelle di Bharawal si sono avvicinate a questa famiglia perché un loro amico raccontò la storia chiedendo aiuto. Hanno fatto visita alla casa e hanno visto che la bambina non poteva crescere in quell’ambiente.
Hanno allora proposto al papà di portare la piccola in una delle nove case famiglia che seguono a Bharawal.
Inizialmente il papà non era d’accordo, forse anche perché neppure lui sapeva cosa fosse questo progetto. Poi, si convinse, accettò e chiese che anche il fratello che si era sempre occupato di lei potesse seguirla.
E questo è stato un bene perché, anche lui, ha ricominciato ad essere un bambino. Parvati e Raj Kumari si trasferirono a Bharawal meno di due mesi fa ma le cose non furono per nulla facili.
La bimba si relazionava solo con figure maschili e non accettava nulla da quelle femminili. Appena arrivata e dopo essere stata lavata e nutrita, Sor. Severiana le regalò un vestito. Sembrava infuriata perché non voleva assolutamente tenerselo. Lo strappava e piangeva, poi, con un po’di pazienza, lo accettò e sembrava una principessa.
Parvati è arrivata anche con un altro problema: il suo pancino era molto gonfio. Le Sorelle sono state molto attente anche a questo e l’hanno inserita nella casa di Tej Kumari che anche lei ha una storia alle spalle.
La donna lavorava nel progetto agricolo ma aveva seri problemi di osteoporosi. Le ossa delle sue anche erano scheggiate e aveva molti dolori.
I medici le avevano detto che doveva stare attenta a non cadere. Sfortuna vuole che un giorno,dopo il lavoro, si è fatta accompagnare a casa in bicicletta. Lungo il tragitto i due caddero e la donna si ruppe del tutto un’anca.
Questo incidente è avvenuto due anni fa. Portata all’ospedale, sottoposta a intervento, i medici durante l’operazione, dopo aver sistemato il problema all’anca, decisero di “raddrizzare” la gamba (passatemi il linguaggio poco medico) causandone la rottura. Da quel momento la donna non fu più in grado di svolgere il lavoro in campagna.
Le tre Sorelle, che sono molto sensibili e attente alle situazioni, decisero di acquistare una macchina per la maglieria per offrire una fonte di guadagno alla donna.
Una delle figlie, Sekuntala, è stata inserita nel progetto agricolo e ancora oggi vi lavora. Anche Arjun ha una “bella” storia alle spalle, anche lui impegnato nel progetto agricolo.
Un gran lavoratore e una persona disponibile. Sposato con Monisha ,hanno una bambina di 7 anni, Asumita.
La moglie diede alla luce anche un altro bambino che, però, a due mesi morì. Così la giovane coppia decise di aiutare le Sorelle aprendo la loro casa ad altri 9 bambini.
Mamatha, invece, ha 2 anni e mezzo, vive nelle casette costruite dalla Fondazione con papà Harka (lavoratore agricolo), mamma Gangha, giovanissima, e la sorellina, di un anno, Pavitha. Gangha in bici è andata alla scuoletta dei Mushar a prendere la figlia Mamatha. Tornando le due sono cadute e il piedino della bimba è finito tra i raggi facendosi un taglio.Arrivate a casa la giovane mamma, pensando di aiutare la figlia, le spalmò del dentifricio lasciando che si asciugasse bene.
Il marito il giorno dopo si accorse che Mamatha non si muoveva e chiese cosa fosse successo. La moglie aveva paura di raccontare.
Harka caricò subito Mamatha sulla bici e la portò al dispensario da Kalabanjare, un centro vicino a Bharawal. Gli infermieri diedero solo antibiotico senza però curare la ferita che era ancora impaccata di dentifricio.
Due giorni dopo, per caso, le Sorelle sono passate davanti alla loro casa e pensavano che la bambina fosse stata medicata al dispensario.
Alla sera le Sorelle parlarono con il papà che spiegò che quella non era una medicazione ma il dentifricio che la moglie aveva messo.
Le suore chiesero a Harka di portare subito da loro Mamatha, tolsero il dentifricio e videro che si era formato un ematoma e anche un’infezione.
Medicarono per bene la ferita che nel giro di qualche settimana guarì.
Le sorelle mi hanno raccontato anche di una donna che si era tagliata un dito e il Dhami le consigliò di coprire la ferita con lo sterco di mucca. Ovviamente fece infezione e le Sorelle dovettero intervenire economicamente sostenendo le spese ospedaliere oltre ad offrire cure
mediche.
Oggi, a distanza di tre giorni Parvati sta meglio, Sorelle Gloriosa e Severiana si sono prese cura della piccola!


da "I Fratelli Dimenticati" Agosto-Settembre n. 110, pag. 10
QUALE MAMMA NON VORREBBE VIVERE SERANEMENTE CON LA PROPRIA FAMIGLIA?

Nel giornalino di Aprile-Maggio 2009 avevamo lanciato un appello per la raccolta fondi pari a Euro 6.750,00 per il progetto: sviluppo di 450 gruppi di microcredito.
Oggi possiamo pubblicare alcune testimonianze.


Il mio nome è Pachigolla Ratnakumari. Mio marito è Pallaiah. Provengo dal villaggio di Kothapetta Mandal. Sono un membro del Devi Self Help Group. Sono entrata a far parte della Società Cooperativa di Mutuo Soccorso di Jhansi Lakshmibhai (Kothapetta Jhanci Lakshmibhai Mutually Aided Cooperative Society) e mi fu dato un primo prestito di Euro 19,30. Ho usato questa somma per comprare e vendere latte. Sono stata tempestiva nel ripagare il debito, il che mi ha reso facile poter richiedere un successivo prestito. Successivamente ho chiesto un prestito di Euro 378,33 e l’ho usato per installare una cabina telefonica per chiamate nazionali STD (Subscriber Trunk Dialling) e con un altro prestito di Euro 722,79 per completare il precedente e iniziare con un piccolo negozio (Pan Shop).
Oggi sono in grado di raggiungere un profitto di circa Euro 90,00 al mese. Nel frattempo sono
anche stata in grado di sposare mia figlia. Sono una donna single ma sono in grado di sostenermi con le mie forze e prendermi cura della famiglia con fiducia in me stessa.

La signora Katari Sakkubhai moglie di K. Rajaratnam proviene da Ryali di Athreyapuram Mandal. È diventata membro della Società Cooperativa di Mutuo Soccorso di Abhyudaya, promossa da PARA, nell’anno 2001 pagando una quota di capitale di Euro 2,00. Per la prima volta il 13 Febbraio 2002 ha ottenuto un prestito di Euro 38,43. Ha usato questa somma per comprare e vendere verdure al mercato. È stata in grado di ripagare il prestito con il ricavato ottenuto e il 18 Febbraio 2003 ha chiesto un prestito più alto, 192,13, per commerciare mais nel mercato all’ingrosso. Anche questa attività fu un successo. Fu in grado di ripagare il prestito in tempo. Il 23 Febbraio 2006 le fu anticipato un prestito di Euro 563,26. Questa summa la impiegò per comprare una pompa per l’irrigazione per il proprio terreno e anche per fornire acqua a quelli dei vicini dietro compensazione. Questo impegno le sta portando un buon profitto.
Nel frattempo è stata eletta nel Direttivo del suo MACS per due mandati. Rappresenta anche il Distretto presso la Federazione dello Stato nominato Ankuram Sangamam Poram (ASP) nel loro BOD.

Sono Sirangi Misamma moglie di S. Bheemudu. Provengo da Ubalanka di Ravulapalem Mandal. Sono un membro del Ghandi Self Help Group per donne.
Sono entrata a far parte come socio nella Società Cooperativa di Mutuo Soccorso di Navodaya pagando una quota di capitale di Euro 2,00. Ho ottenuto un prestito di Euro 369,85 per iniziare una attività commerciale vendendo cipolle, che in quei mesi godevano di un ottimo mercato. L’attività ebbe un ottimo successo e sono riuscita a ripagare tempestivamente il prestito.
Mi fu concesso un secondo prestito di Euro 519,52. Con questo aprii una rivendita nel Market di Ravulapalem Ryuthu (Mercato Agricolo) per la vendita di cipolle e verdure.
L’attività commerciale mi ha dato abbastanza profitto da poter prendermi cura dell’educazione dei miei figli che frequentano la scuola.