HOMEPAGE
FONDAZIONE
SOSTEGNO A DISTANZA
PROGETTI
CURIOSITÀ CULTURALI
VOLONTARIATO
PROGETTO SCUOLE
ACQUISTI SOLIDALI
VIAGGI MISSIONARI DEL SORRISO
"I FRATELLI DIMENTICATI"

- RACCOLTA ARTICOLI
> N. 115/2010
> N. 114/2010
> N. 113/2010
> N. 112/2009-2010
> N. 111/2009
> N. 110/2009

> N. 109/2009
> N. 108/2009
> N. 107/2009

AMICI DELLA FONDAZIONE
COME AIUTARCI
CONTATTI
AREA RISERVATA

"I Fratelli Dimenticati"

da "I Fratelli Dimenticati" Ottobre-Novembre n. 111, pag. 3
L'economia del dare in tempi di crisi
di Monica Mottin
Il cielo è grigio sopra Bharawal. Nuvole scure cariche di pioggia sono pronte a riempire i campi di riso. È una giornata come un’altra, durante la stagione dei monsoni. Le donne chiacchierano in risaia mentre trapiantano.Le loro voci riempiono l’aria.Chine,con le gambe nel fango fino al ginocchio, lavorano vicine e cambiano lentamente il tessuto del campo: i piccoli specchi d’acqua degli appezzamenti una volta riempiti da piantine verdi non riflettono più il cielo ma danno speranze di un buon raccolto.
Molti ragazzi della zona,considerate le loro condizioni economiche non favorevoli, vengono aiutati dando loro la possibilità di studiare senza pagare le tasse scolastiche o la mensa. In cambio, ai loro genitori è richiesto un aiuto simbolico che consiste nell’offrire una giornata di lavoro nei campi vicini alla scuola durante il trapianto del riso. È il periodo più indaffarato dell’anno. Sor. Severiana fa i conti quando torna a casa per pranzo. Sono stati organizzati dei turni per facilitare il lavoro. L’altro giorno dovevano presentarsi in risaia trenta genitori: ne sono arrivati solo sette. Oggi era la volta di altri trenta, ma ancora solo sette. I figli degli insegnanti possono studiare gratis uno per famiglia, ma finora solo un’insegnante è arrivata in risaia. I conti non tornano a Sor. Severiana. Non tornano ora come non tornano molte altre volte in questo posto, da quando sono arrivata sei mesi fa.
In antropologia si parla di reciprocità, che regola gli scambi economici o rende le interazioni sociali stabili e produttive nella vita quotidiana. Non sempre gli scambi sono paritari, non sempre sono reciprocati con la stessa moneta, o saldati immediatamente. Ma il legame stesso è creato e rinforzato dallo scambio, anche se ciò che è dato viene regalato.
Qui in Nepal, in questo momento storico critico, dopo la fine di una guerra che sembra aver portato ancora più confusione e violenza, lo scambio non funziona per niente. Ciò che sembra regolare la vita della maggior parte delle persone in questo momento è la ricerca di soldi, un lavoro a tempo pieno per alcuni,in una gara all’accumulo che non guarda in faccia nessuno. Tutti esigono soldi, benchè le richieste siano mascherate sotto nomi diversi quali donazioni, gratuità scolastiche, aiuti per spese mediche, contributi speciali o aumenti degli stipendi. Un esempio. Se si costruisce un pozzo o un edificio che serve per il bene comune del progetto, gruppi politici arrivano immediatamente a chiedere “donazioni”. Il motivo? Se hai i soldi per costruire un pozzo allora hai anche soldi da dare a loro. Non interessa poi a chi possa beneficiare il pozzo o perchè sia stato costruito. È molto più semplice incutere paura ed esigere soldi a nome di un partito che non alzarsi la mattina presto, andare a lavorare ogni giorno e lentamente cercare di migliorare le sorti della propria famiglia. Le richieste sono esorbitanti e devono essere soddisfatte immediatamente.
Infatti, essendo stranieri, si cammina per strada con l’ombra dei soldi alle nostre spalle, fa niente che i soldi non siano nostri o che siano destinati a chi ne ha veramente bisogno. E nel piccolo, invece, c’è chi arriva perfino a fingere che la moto o il cellulare che sta usando non siano suoi pur di non pagare le modeste tasse scolastiche del figlio.
Le sorelle e i fratelli, specialisti del “dare” per vocazione religiosa, parlano di servizio e di crescita nella pazienza.
Ma come viene modificato lo scambio se quello che viene donato diventa un dovere e il ricevere un diritto? Dove vanno le relazioni umane se non c’è più uno scambio ma un’uscita univoca, quasi vampirica,non contraccambiata neanche dalla gratitudine o dalla solidarietà?
Sor. Severiana ritorna in risaia, vediamo quanti genitori arriveranno la settimana prossima a
dare una mano nel trapianto del riso.

da "I Fratelli Dimenticati" Ottobre-Novembre n. 111, pag. 10
Mostra Tè e Spezie
di Franca Casati, Responsabile di Melegnano
La mostra Tè e Spezie, organizzata a favore del Progetto “Giardini del tè”, si è tenuta presso la Scuola Sociale Accademia delle Arti di Melegnano ottenendo un grande successo oltre ogni aspettativa.
L’inaugurazione è avvenuta il 19 aprile alla presenza della Signora Elvira Bianchi Bellomi, vice presidente della Scuola che ci ha ospitato, di alcuni Assessori Comunali e di un vasto pubblico.
La collaborazione con la Scuola AFOLSUDMILANO è stata preziosa: è stato offerto un prelibato rinfresco preparato dagli alunni del corso Aiuto-Cuochi del terzo anno e servito dagli alunni/e del primo anno. Complimenti e grazie ai ragazzi, agli insegnanti ed ai dirigenti scolastici. La domenica pomeriggio ha visto la collaborazione della prof. Jessica Cataldi che ha organizzato e diretto, nell’ambito degli spazi della mostra, il concerto “Giovani Musicisti”. I bambini ed i ragazzi hanno dimostrato la loro bravura esibendosi al pianoforte davanti ad un attento e folto pubblico.
La prof. Jessica Cataldi ha accompagnato al pianoforte una ragazza,con una meravigliosa voce, che si è esibita in canti lirici.
Ringraziamo la prof. Cataldi per la sensibilità avuta nei confronti della Fondazione e soprattutto per quella che sa trasmettere ai suoi piccoli artisti.
Ringraziamo inoltre i genitori e tutte le persone presenti per la loro generosità.
La mostra è stata visitata da diverse scolaresche e da un pubblico di ogni età. L’ambiente emanava intensi profumi e l’allestimento rendeva interessante la visita.
Le spezie, rappresentate con cartellonistica gigante, davano l’effetto dei colori. I semi e le polveri, contenuti in appropriati porta spezie ed alcune anche in sacchi di iuta, davano la sensazione di trovarsi in un tipico mercato orientale.
Ad ogni spezia corrispondeva la relativa descrizione, proprietà ed uso.
Il tutto preparato dalle nostre volontarie con attenzione e gusto nella cura dei particolari.
Nello spazio “giardino del tè” una raccoglitrice con la cesta, una stadera, diverse qualità di tè, la storia del tè ed altre curiosità simulavano il territorio dell’Assam.
Alcune vetrinette contenevano varie collezioni private: teiere provenienti da diverse parti del mondo, miniature di servizi da tè e negozi di spezie.
Erano esposti parecchi libri che trattavano la storia delle spezie e del tè.
Continuando con le iniziative ha trovato successo la “serata sul tè” svoltasi in collaborazione con Slow Food.
I partecipanti sono stati soddisfatti delle nozioni apprese dalla docente esperta di tè ed hanno degustato diverse qualità di tè.
Purtroppo non è stato possibile accogliere tutte le iscrizioni avendo chiuso le stesse ad un numero che aveva già raddoppiato quello previsto. Anche questa lezione ha contribuito al finanziamento del progetto a due famiglie.
Approfittando della breve visita in Italia di sor. Graziella Venuti (detta Lella) è stato organizzato un incontro la domenica pomeriggio e, per non farle sentire nostalgia del Nepal, proprio in quel pomeriggio il tempo ha voluto assumere condizioni quasi a livello “monsonico”.
Nonostante ciò molti coraggiosi hanno partecipato all’incontro per ascoltare la straordinaria testimonianza di questa piccola-grande suora che, con altre due sorelle, opera nella nostra missione in Nepal.
Durante tutti gli incontri veniva proiettato il video sul Progetto del Tè.
Un sentito grazie a tutti coloro che hanno generosamente contribuito a questo progetto che, con Euro 20.000,00 darà la possibilità a 100 famiglie dell’Assam di diventare coltivatori diretti di un piccolo “giardino del tè”.
Si potrà continuare il finanziamento di questo progetto con libere donazioni oppure con l’acquisto del ricettario “Spezie: colori, odori e sapori” disponibile presso tutte le filiali della Fondazione con una offerta di Euro 10,00.
Al Consiglio della Scuola Sociale Accademia delle Arti, alla Amministrazione Comunale, alla AFOLSUD MILANO – Corso Aiuto Cuochi, alla Signora Tosi ed altri collezionisti privati, alla prof. Jessica Cataldi, a Slow Food, a Lorenzo e Teresa, ai dipendenti della Fondazione, un grande grazie per aver contribuito alla realizzazione di questa manifestazione.
Alle volontarie della filiale di Melegnano un particolare grazie per l’entusiasmo, l’aiuto, la collaborazione e la disponibilità date che hanno decretato il successo di tutta l’iniziativa.