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"I
Fratelli Dimenticati"
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"I Fratelli Dimenticati" Dicembre 2009-Gennaio 2010
n. 112, pag. 3
La Pace dono del Natale di Don Claudio
Il tema della pace è intrinsecamente legato al
Natale e molte persone, in questa occasione,vogliono mettere
pace nel loro cuore. Nel mondo lo si fa con gesti di generosità
e di solidarietà, ossia donando una parte di quanto
si possiede o si guadagna ed impegnandosi in servizi di carità.
Si cerca di pensare agli altri e forse anche di restituire
ciò di cui lungo l’anno ci si è impadroniti
indebitamente.
Mettere pace nel proprio cuore non è però la
stessa cosa che operare per la pace.
La pace che si ottiene chiedendo che siano gli altri a giudicare
diversamente fatti del passato o mettendo a tacere |
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certi
sensi di colpa potrebbe rimanere a un livello molto superficiale.
La venuta di Gesù Cristo ci obbliga ad approfondire
il tema: dobbiamo chiederci che cosa Egli vuole da noi in
questo momento della storia.
La pace non viene se continuiamo a comportarci come sempre
abbiamo fatto.
Il cambio di prospettiva portato da Cristo chiede che molte
cose fatte finora scompaiano, certi atteggiamenti cambino,
molti giudizi siano ripensati, certi rapporti ripresi e molti
ponti ricostruiti.
La pace non è un sogno né una visione o una
profezia: è un programma da realizzare attraverso un
cammino dove certe condizioni vanno rispettate. I diritti
dell’altro e la preoccupazione per la sua profonda felicità
sono la garanzia della pace. Questa pace diventa davvero possibile
quando nella nostra vita diamo spazio all’iniziativa
di Gesù, perché sappiamo che Lui è capace
di creare un ordine nuovo. È certamente chiaro che
il progetto di amore,dal momento che è venuto l’Uomo
Nuovo, è il nostro cammino da realizzare affinché
si sviluppi un’armonia tra le persone e tra l’uomo
e Dio.
La luce del Natale non permette più nessuna ombra,
nessun elemento di tenebra. Tocca a noi dichiararci risoluti,
con i fatti, e non permettere tentennamenti nella nostra risposta
alla chiamata che Dio ci rivolge attraverso il suo Verbo fatto
carne, vivente tra noi.
La venuta di Gesù dunque non ci lascia indifferenti,
ma ci invita a scegliere,a rinnovare la scelta fondamentale
fatta nel Battesimo, ci fa decidere per la vita, per la riconciliazione,per
l’altro, in una parola per la venuta del Regno di Dio
che è un regno di pace.
Solo così la pace diventa possibile, solo così
la conversione è credibile: noi siamo chiamati a rendere
vera e reale la rivelazione di Dio in Gesù Cristo il
Salvatore (il nome GESÙ, ricordiamolo, significa DIO
SALVA).
L’incarnazione si compie a Betlemme, ma non è
chiusa,è aperta e va continuata con la nostra accoglienza
a Gesù. Per questo continuiamo a dire: “Oggi
Cristo è nato, oggi è apparso il Salvatore;
oggi sulla terra cantano gli angeli; oggi esultano i giusti
acclamando gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in
terra agli uomini di buona volontà”. |
da
"I Fratelli Dimenticati" Dicembre 2009-Gennaio 2010 n.
112, pag. 13
Borse di Studio di Rajbanshi Vikash Kumar
Biratnagar, luglio 2009
Cari amici,
vorrei ringraziarvi di cuore per l’aiuto che mi state dando.
È grazie al vostro supporto che posso studiare a questi livelli.
Provengo da una famiglia povera e studiare era al di là delle
nostre possibilità economiche, ma in tale situazione voi
mi avete aiutato. Quindi vi ringrazio ancora per l’aiuto che
mi state dando.
A maggio ho completato gli esami di undicesima in Scienze presso
l’Accademia Nazionale di Biratnagar.
Durante l’anno sono stato considerato come uno degli studenti
più brillanti e alla fine sono stato lo studente di undicesima
che ha ottenuto i voti più alti sia nel primo che nel secondo
quadrimestre. Da poco ho terminato gli esami di stato per la classe
11 e i risultati saranno resi noti tra novembre e dicembre.
Spero di essere passato con buoni voti anche in questo esame finale.
Sono felice di essere diventato un buon studente e questo grazie
anche ai mezzi che mi avete messo a disposizione. Ora che sono arrivato
alla dodicesima spero di riuscire a dare il meglio di me e spero
che mi aiuterete anche per questo anno scolastico, ve lo chiedo
e mi auguro che potrete aiutarmi ancora.
Quando terminai l’esame di decima pensai che non avrei più
potuto studiare perché provengo da una famiglia povera, ma
voi mi avete aiutato a proseguire.
Mi rendo conto che nella mia povertà sono stato guidato da
Dio che vi ha inviato in mio soccorso.
Ora so che posso studiare bene e fare del meglio per il mio futuro
come qualsiasi altro studente che proviene da una famiglia ricca.
È stato per me un privilegio poter studiare alla Don Bosco
ed essere aiutato a studiare anche per gli anni al college, non
credo che in vita mia potrò dimenticare la Don Bosco e chi
mi ha aiutato.
Ora concludo ringraziandovi per l’aiuto economico che mi avete
dato e per ringraziarvi in anticipo dell’aiuto che spero mi
rinnoverete anche per quest’anno accademico.
Il vostro caro amico
Vikash
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