Centro Don Bosco Khoupum

La missione salesiana di Khoupum nasce ufficialmente nel 1982 come stazione della circoscrizione ecclesiastica di Tamenglong e diventa parrocchia indipendente nel 1985. Si trova nel distretto più ad ovest dello stato del Manipur (india Nord-Orientale) ed è principalmente abitata da indigeni della tribù Rongmei Naga.

Per lo più semplici ed ospitali i Rongmei Nagas vivono in capanne di bambù in un territorio montuoso spesso poco accessibile perché privo di strade carrozzabili.

La fonte di sostentamento primaria è l’agricoltura praticata con il metodo della Jhum cultivation. Un metodo molto impegnativo e duro e che rende per uno o due anni dopo i quali il contadino deve spostare la coltivazione altrove. Non solo il metodo è pesante e rende poco, distrugge anche la natura, con la conseguente causa di erosione del suolo, smottamenti e frane. Sono rare le coltivazioni a terrazza. Il raccolto cardinale è il riso e solitamente ogni abitazione ha un piccolo orto dove coltiva ortaggi per il consumo quotidiano. Nella zona si trovano anche coltivazioni di banane e arance per lo più destinate però alla vendita al mercato.

Attualmente la missione si occupa di 42 villaggi e consiste in parrocchia, scuola media-superiore, convitto maschile, convitto femminile, dispensario, centro di formazione professionale con corsi di dattilografia, informatica e sartoria. A questo si aggiungono tre scuole primarie nei villaggi, per raggiungere alcuni dei quali serve una giornata di cammino.
Nella scuola media-superiore studiano circa 900 studenti mentre 350 frequentano le altre tre scuole primarie. Grazie al Sostegno a Distanza in corso circa 300 studenti delle medie-superiori più quelli nelle scuole di villaggio ricevono istruzione gratuita. Molti altri potrebbero frequentare la scuola se la situazione economica lo permettesse.

I convitti ospitano 80 ragazze e 75 ragazzi. Le richieste e le necessità reclamerebbero numeri ben diversi. Moltissimi sono i bambini che vivono in villaggi lontani che se potessero essere ospitati potrebbero avere un’istruzione migliore e maggiore ma le strutture esistenti non lo permettono. Il convitto femminile infatti è abbastanza decoroso e ben tenuto dalle suore, quello maschile invece è stato ricavato da un piccolo stabile inizialmente destinato a garage e magazzino. Nonostante la disponibilità limitata il numero di ragazzi è salito a 75 essendovi la necessità di aiutare tanti ragazzi dei villaggi più poveri. Per far fronte all’esigenza alcuni dei ragazzi dormono su una piattaforma di legno sollevata da terra. Una delle classi della scuola dopo il termine delle lezioni viene adibita ad aula studio, mentre una piccola capanna di fango serve da cucina e refettorio.
I ragazzi tuttavia si sacrificano volentieri perché hanno compreso che l’educazione è l’unico modo per alleviare le sofferenze e portare progresso e sviluppo nella regione.

Le attività del centro non si limitano all’educazione scolastica e alle attività di pastorale. Attraverso il dispensario e un team di operatori locali vengono fatte visite ai villaggi nei quali vengono distribuiti medicinali, tenuti corsi e campi in materia di salute e igiene, corsi relativi all’agricoltura.

Il Sostegno a Distanza parte in maniera tradizionale ma le difficoltà a gestire corrispondenza e anagrafiche soprattutto per i sostegni nei villaggi lontani ci hanno portato a optare per la formula del Sostegno del Centro alleggerendo così la parte logistica del sostegno e lasciando che ai responsabili più tempo per concentrarsi sui bisogni della gente.