Solitamente
in queste famiglie è solo uno il componente che
guadagna. Mediamente riescono a percepire 1.500 rupie
al mese e con quest’entrata riescono a malapena
a gestire cibo e casa.
Ovviamente
altri bisogni, come l’assistenza medica o l’educazione
dei bambini non sono contemplate. Gli stessi genitori
sono analfabeti e pertanto danno poca attenzione o importanza
al problema “inaffrontabile” e “inutile”
dell’educazione. Alcuni si sforzano di mandare i
figli maschi a scuola mentre le femminucce restano a casa
ad occuparsi della routine domestica.
Queste famiglie di emigranti provengono da vari stati
dell’India nordorientale – Nagaland, Manipur,
Assam altri arrivano dal Bihar, dal West Bengal e anche
dal vicino Bangladesh. Sono occupati in lavori manuali
in città o nei sobborghi. Lasciano la casa al mattino
presto e ritornano a fine giornata. I bimbi vengono lasciati
a casa a fare quello che vogliono. Gironzolano senza meta
e molti cedono ad attività antisociali. La maggior
parte degli adulti alla fine della giornata si ubriaca
per sollevarsi dal duro lavoro.
BOSCOME mira a dare a questi bambini un’educazione
di base. Tenta, attraverso l’educazione, di
infondere in questi giovani un senso di auto-rispetto
e dignità umana. Desidera aiutare questi bambini
ad imparare a gestire la vita in maniera un po’
più intelligente e con la dignità dell’essere
umano.
Il centro di Educazione di Base BOSCOME è una casa
per l’educazione all’alfabetismo e ai mestieri.
Il centro è nato nel 1991 per occuparsi di quei
bambini che non riuscivano ad iscriversi o a frequentare
altre scuole della zona.
Al momento BOSCOME è costituito da cinque centri
che operano nella cittadina e nei suoi sobborghi fornendo
aiuto ai bambini di Lumthi Colony, Signal Basti, Kevijau
Colony, Thahekhu Village, Nagagaon e K. Sacchu Colony
e copre oltre 3.000 famiglie. I bambini che frequentano
questi centri sono figli di tiratori di rickshaw, cenciaioli
e di manovali a giornata.
I bambini hanno un’età compresa tra i 5 e
i 14 anni e all’inizio del 2005 sono 350 quelli
che frequentano regolarmente le classi. I corsi di
alfabetizzazione vengono tenuti vicino ai quartieri dove
vivono, in un ambiente informale, facendo uso di metodi
innovativi e creativi, cercando di accertarsi che il bambino
sia il centro dell’attività e che siano presi
in considerazione i suoi interessi. Disegni, cartelloni,
modelli, scenette, canti e proiezioni audiovisive vengono
usati costantemente per rendere il progetto più
efficace possibile. Ogni bambino viene seguito in base
alla sua età e alle sue capacità di comprensione
e apprendimento.
Dopo il corso a BOSCOME, l’esperienza mostra che
il 40-45% dei bambini comincia a frequentare regolarmente
le scuole dell’obbligo. A quelli che non riescono
a proseguire la carriera accademica tradizionale viene
proposta la possibilità di frequentare un corso
professionale in una delle scuole tecniche salesiane dell’ispettoria
di Dimapur come a Golaghat in Assam o a 3rd Mile in Nagaland.
BOSCOME fin’ora ha anche avuto la funzione di creare
consapevolezza tra i genitori che per la maggior
parte sono analfabeti. I genitori vengono consigliati
circa igiene familiare, salute, alfabetismo, economia
domestica. BOSCOME è diventato quindi il catalizzatore
per una nuova visione e una nuova vita. Il progetto è
stato accettato e apprezzato dall’opinione pubblica
per la sua promozione dell’alfabetizzazione e per
l’aiuto ai più poveri tra i poveri.
Fino a Dicembre 2004 BOSCOME è stato sostenuto
da un’organizzazione che purtroppo sostiene progetti
solo per un breve periodo di tempo. Il pagamento degli
insegnanti, l’affitto dei locali, il vestiario per
i bambini, i libri, i quaderni, i giochi, le medicine
sono costi che il centro deve ma che, da solo, non può
affrontare. L’intervento della Fondazione in questo
centro vuole permettere al progetto BOSCOME di non chiudere,
di continuare ad esistere e di continuare ad educare questi
bambini perché possano crescere con un senso di
rispetto per se stessi e per gli altri e possano vivere
nella dignità di esseri umani.