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La
fonte di sostentamento primaria è l’agricoltura
praticata con il metodo della Jhum cultivation. Un metodo
molto impegnativo e duro e che rende per uno o due anni
dopo i quali il contadino deve spostare la coltivazione
altrove. Non solo il metodo è pesante e rende poco,
distrugge anche la natura, con la conseguente causa di erosione
del suolo, smottamenti e frane. Sono rare le coltivazioni
a terrazza. Il raccolto cardinale è il riso e solitamente
ogni abitazione ha un piccolo orto dove coltiva ortaggi
per il consumo quotidiano. Nella zona si trovano anche coltivazioni
di banane e arance per lo più destinate però
alla vendita al mercato.
Attualmente la missione si occupa di 42 villaggi e consiste
in parrocchia, scuola media-superiore, convitto maschile,
convitto femminile, dispensario, centro di formazione professionale
con corsi di dattilografia, informatica e sartoria. A questo
si aggiungono tre scuole primarie nei villaggi, per raggiungere
alcuni dei quali serve una giornata di cammino.
Nella scuola media-superiore studiano circa 900 studenti
mentre 350 frequentano le altre tre scuole primarie. Grazie
al Sostegno a Distanza in corso circa 300 studenti delle
medie-superiori più quelli nelle scuole di villaggio
ricevono istruzione gratuita. Molti altri potrebbero frequentare
la scuola se la situazione economica lo permettesse.
I convitti ospitano 80 ragazze e 75 ragazzi. Le richieste
e le necessità reclamerebbero numeri ben diversi.
Moltissimi sono i bambini che vivono in villaggi lontani
che se potessero essere ospitati potrebbero avere un’istruzione
migliore e maggiore ma le strutture esistenti non lo permettono.
Il convitto femminile infatti è abbastanza decoroso
e ben tenuto dalle suore, quello maschile invece è
stato ricavato da un piccolo stabile inizialmente destinato
a garage e magazzino. Nonostante la disponibilità
limitata il numero di ragazzi è salito a 75 essendovi
la necessità di aiutare tanti ragazzi dei villaggi
più poveri. Per far fronte all’esigenza alcuni
dei ragazzi dormono su una piattaforma di legno sollevata
da terra. Una delle classi della scuola dopo il termine
delle lezioni viene adibita ad aula studio, mentre una piccola
capanna di fango serve da cucina e refettorio.
I ragazzi tuttavia si sacrificano volentieri perché
hanno compreso che l’educazione è l’unico
modo per alleviare le sofferenze e portare progresso e sviluppo
nella regione.
Le attività del centro non si limitano all’educazione
scolastica e alle attività di pastorale. Attraverso
il dispensario e un team di operatori locali vengono fatte
visite ai villaggi nei quali vengono distribuiti medicinali,
tenuti corsi e campi in materia di salute e igiene, corsi
relativi all’agricoltura.
Il Sostegno a Distanza parte in maniera tradizionale ma
le difficoltà a gestire corrispondenza e anagrafiche
soprattutto per i sostegni nei villaggi lontani ci hanno
portato a optare per la formula del Sostegno del Centro
alleggerendo così la parte logistica del sostegno
e lasciando che ai responsabili più tempo per concentrarsi
sui bisogni della gente.
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