Il
resto della popolazione è composto da altre tribù
come Noctes, Tangsas, Yobins. Il capoluogo del distretto
è Khonsa, dove hanno sede tutti gli uffici amministrativi.
Mintong appartiene alla circoscrizione di Longding la
quale a sua volta è divisa in 5 comuni Longding,
Pongchao, Wakka, Pumao e Kannubari.
Il distretto è montagnoso. La catena Patkai
si estende tra est e sud dello stato ed è composta
dalle vette più alte che salgono gradualmente fino
a 3.500 metri. La vegetazione è prevalentemente
sempreverde, tipico della foresta tropicale, e si dirada
poi con l’aumentare dell’altitudine. L’intera
popolazione dello stato è indigena. Il loro sostentamento
proviene dall’agricoltura. La situazione
economica varia da tribù a tribù, i Wancho
sono in fondo alla lista.
Praticano la Jhum cultivation, liberando il terreno attraverso
deforestazione e incendio di parte di una foresta o di
sottobosco.
Coltivano piccoli appezzamenti di terreno con l’aiuto
che i loro familiari possono dare ma con questo sistema
non è per loro possibile lavorare grandi distese.
La terra non è sufficientemente fertile e non conoscendo
alcun tipo di fertilizzante, tranne la cenere della foresta
bruciata, ne' avendo attrezzi adeguati o valide tecniche
di coltivazione riescono a malapena a sopravvivere.
I Wancho sono molto poveri e primitivi. Non usano alcun
attrezzo eccetto il Dao (un lungo machete) e un piccolo
cerchietto metallico con un manico usato come raschietto.
Il Dao viene usato per qualsiasi cosa: scavare, vangare,
estirpare e tagliare piante, pulire il terreno, ecc. Gli
uomini lo portano sempre con loro. Durante tutto l’anno
lavorano ogni giorno, dall’alba al tramonto, nel
campo che a volte si trova a vari chilometri dal villaggio.
Coltivano miglio, riso, aro, tapioca e altri tuberi e
verdure. Non c’è alcun raccolto che duri
loro per tutto l’anno. Tutto quello che coltivano
è destinato al consumo immediato e dura al massimo
qualche mese. Non appena terminano di seminare un cereale
devono tornare ad occuparsi dell’altro campo.
Ci sono alcuni uomini che lavorano come manovali lungo
le strade, sono quelli che riescono ad avere un salario
ma sono pochi rispetto alla gente che vive in ogni villaggio,
la maggior parte delle restanti famiglie non riesce ad
avere neppure una rupia al mese. Spesso non ci sono i
soldi per le medicine, se qualcuno in famiglia
si ammala resta a casa sperando che passi. Nel frattempo
la malattia degenera.
Generalmente non ci sono negozi nei villaggi. Il
governo ha un scelto un villaggio dove ha istituito un
emporio a prezzi convenienti, qui la gente si rifornisce
di riso, sale, ecc. L’unico posto dove ci sono dei
negozi è Longding. Alcuni abitanti devono camminare
uno o addirittura due giorni per arrivarvi e acquistare
l’essenziale.
Dopo un’estenuante giornata di lavoro nei campi
alla sera le donne si arrampicano sulla collina
e tornano a casa con un pesante carico di legna sulle
spalle. A casa devono preparare da mangiare per la sera,
la birra di riso e il cibo per il giorno seguente. Lo
status sociale della donna è penoso. Non hanno
tempo per se stesse e non beneficiano di alcuna struttura.
L’alfabetismo, già basso nella zona, tra
le donne è quasi nullo. Matrimoni prematuri e assenza
di assistenza medica si aggiungono alle loro sofferenze.
La donna viene considerata un utensile da lavoro.
Malattie diffuse come malaria, dissenteria, scabbia,
in aggiunta alla mancanza di strutture mediche, aumentano
il tasso di mortalità specialmente tra i bambini.
È tremendo vedere i bambini morire perché
mancano delle comuni medicine o una semplice assistenza
medica.
Le scarse vie di comunicazione in pessime condizioni si
aggiungono al disagio della assenza di corrente elettrica,
telefono e strutture pubbliche di assistenza. Così
ogni emergenza si trasforma presto in tragedia.
I Wancho, come le altre tribù, sono animisti.
Hanno i loro riti, le loro cerimonie e sacrifici. Ogni
tribù ha la sua festività durante la quale
tutti gli uomini della tribù vestono i colori tradizionali,
le ghirlande e i piumaggi, festeggiando per uno o due
giorni. I Wancho celebrano la loro festa a Febbraio –
Marzo ed è chiamata Oriah. Durante la festa vengono
uccisi vari animali e le carni divise tra amici e parenti.
In questo contesto nel 1996 viene aperta la missione
di Mintong e nel 1998 la scuola elementare con
convitto. La scuola è completamente gratuita
e per il convitto i 75 ragazzi portano quello che possono.
Il resto delle spese, cibo, libri, vestiario, cure mediche,
manutenzione, viene coperto con il sostegno a distanza
in corso e dalla ispettoria salesiana di Dimapur. Attualmente
la missione è composta da due sacerdoti e due suore
che lavorano nella scuola, si occupano delle bambine che
risiedono nel convitto, aiutano nel servizio alla popolazione.
L’ufficio per lo sviluppo dell’ispettoria
ha inoltre in corso vari progetti per la creazione di
gruppi femminili di auto sostentamento, per il miglioramento
delle tecniche di coltivazione e per la produzione di
artigianato locale.
Evoluzioni
e Progetti: La Fondazione ha iniziato il Sostegno
a Distanza a Mintong nel marzo 2005. La zona è
particolarmente bisognosa e, considerate le difficoltà
di accesso e gestione, abbiamo optato per il Sostegno
del Centro. Per la missione non è possibile garantire
la costante presenza dei singoli bambini. La scolarizzazione
non è assolutamente sentita come un bisogno anzi
è considerata un peso perché toglie manovalanza
nei campi. Quindi molti dei bambini vanno e vengono a
seconda delle necessità dei genitori. Questo renderebbe
difficile fornire costanti aggiornamenti e corrispondenza.
Ciononostante siamo certi che fornendo a questi bimbi
la possibilità di studiare essi avranno i mezzi
per costruire un futuro migliore.