Snehalaya
nasce il 16 agosto 2000 come programma di utilità
sociale indirizzato alla cura e alla riabilitazione dei
ragazzi a rischio nella città di Guwahati, Assam
- India. È gestito dall’ispettoria salesiana
di Guwahati e il suo scopo è quello di fare del capoluogo
Assamese una città amica dei giovani dove anche i
bambini più poveri possano godere dei loro diritti,
della protezione, dello sviluppo e del senso d'appartenenza
alla comunità.
Lo stato Assam si trova a Nord Est dell’India,
è uno stato molto fertile con vaste campagne e foreste
dense di vegetazione. La gente che vi abita è di
origine mongola ma il colonialismo inglese vi ha deportato
molti indigeni dall’India centrale per gli impieghi
nelle piantagioni di te’ di cui l’Assam
è uno dei maggiori produttori. Impiegati in tali
piantagioni con salari vergognosi e condizioni di vita pietose,
gli indigeni nel tempo non sono riusciti ad ottenere condizioni
migliori e quindi non hanno avuto accesso agli strumenti
di sviluppo come l’educazione scolastica, l’informazione,
etc. La maggior parte delle famiglie qui deportate al tempo
degli inglesi è rimasta nelle piantagioni, facendo
di queste la loro nuova terra e non uscendone più.
Alcuni di loro ci hanno provato, ma visti e considerati
come schiavi anche all'esterno, non hanno avuto molta fortuna.
Pochi sono riusciti ad acquistare un po’ di terreno
o ad ottenere buoni posti di lavoro, così molti di
questi “temerari” si sono spostati nelle città
alla ricerca di un futuro migliore.
La mancanza di educazione, lo stato sociale, le condizioni
precarie hanno fatto sì che le strade si siano popolate
di senza tetto, di mendicanti, di lebbrosi e che i figli
di questi poveri abbiano trovato nella strada l’unico
mondo nel quale sanno e possono sopravvivere.
Per questi ragazzi il 16 agosto 2000 è nato SNEHALAYA.
Nel 2004, dopo quattro anni di duro lavoro, Snehalaya si
occupa di circa 80 bimbi divisi tra le sue quattro case
di accoglienza, altri 16 bambini sono iscritti in varie
scuole con convitto della città, circa 100 bambini
frequentano le scuola pomeridiana e 10 ragazzi seguono un
programma di formazione professionale. Calatosi a pieno
nel suo ruolo, Snehalaya collabora anche con altre ONG che
operano nello stesso campo. Con l’impegno di togliere
i bimbi dalla strada, segue il metodo educativo di Don
Bosco basato sull’Amore, la Ragione, i valori
morali e lo sviluppo dei bimbi attraverso l’educazione
scolastica e professionale. Snehalaya svolge la sua attività
in un centro principale sul quale gravitano sei "rifugi"
localizzati in punti strategici della città: Pan
Bazar, Bamunimaidan, Maligaon, Sharabati, Dispur, Noonmati.
Il centro principale si trova a Dhirenpara, in uno dei sobborghi
della città, i trentasei ragazzi, i due responsabili
e la volontaria che prima vivevano in una capanna ora vivono
nella nuova costruzione che ha una capacità di 100
posti. Il fatto che con i bimbi vivano anche i responsabili
dà a Dhirenpara una particolare atmosfera familiare,
che fa sentire i bambini al sicuro, protetti e amati.
Tutti i bimbi a Dhirenpara hanno meno di 14 anni, il centro
accoglie bimbi dai 4 ai 14 anni e qui possono rimanere fino
a 18 anni. Alcuni di questi bambini, sedici, durante la
settimana frequentano una scuola con convitto e ritornano
al sabato, altri frequentano scuole diurne.
Nelle vicinanze della casa, Snehalaya gestisce anche una
piccola scuola frequentata quotidianamente da circa 100
bambini che dopo circa un anno di "avviamento"
possono essere iscritti a scuole pubbliche o riconosciute
dal governo.
In generale i bambini di strada prima di decidere di restare
nella casa accoglienza seguono un itinerario di avvicinamento
alla vita in famiglia. Sono per lo più bambini abbandonati,
cresciuti da soli, abituati ad arrangiarsi per strada dove
vige la legge del più forte (ma anche della solidarietà
e della condivisione) e quindi il senso di vita comunitaria
e di rispetto delle regole per una civile convivenza sono
in loro poco radicati.
I ragazzi solitamente hanno il primo contatto con Snehalaya
attraverso amici e operatori che lavorano per strada, i
quali li informano che per mangiare e dormire possono recarsi
nei rifugi notturni. Qui i ragazzi sono liberi di
andare e venire a loro piacimento, sanno che trovano due
pasti al giorno, un posto sicuro dove passare la notte,
cure mediche, delle persone che si preoccupano e occupano
di loro. Durante la giornata ci sono varie lezioni e possono
imparare a leggere e a scrivere, a disegnare, a preparare
candele e altri oggetti da vendere, così succede
che iniziano a frequentare il centro regolarmente. Da qui
i bambini più piccoli che decidono di restare con
Snehalaya vanno a vivere a Dhirenpara.
I rifugi sono frequentati da circa 60 tra ragazzi e ragazze.
I ragazzi più grandi che non vogliono frequentare
la scuola hanno la possibilità di imparare un mestiere
come: riparazione di motociclette, sartoria, saldatura e
imparare a guidare e prendere la patente.
Una delle attività alla quale Snehalaya dà
vitale importanza è il ritorno dei bimbi, fuggiti
o che si sono persi, alle rispettive famiglie.
Snehalaya ad oggi non ha alcun sostegno continuativo
per le sue attività. A parte l’aiuto per la
costruzione della casa di accoglienza il mantenimento dei
bimbi avviene attraverso donazioni locali e aiuti dall’ispettoria
salesiana.
I bisogni sono molti, tanti i bambini che necessitano di
cure, di cibo, di vestiti, di un’istruzione scolastica
che permetta loro di avere una vita migliore. La Fondazione
Fratelli Dimenticati onlus ha deciso di intervenire sostenendo
Dhirenpara e i rifugi notturni attraverso il Sostegno
del Centro Snehalaya. |