Un
tuffo nei colori della vita
Guatemala Maggio 2006
Anche
quest’anno la Fondazione ha proposto un’esperienza
missionaria e culturale in Centro America: “abbiamo
vissuto momenti di forte emozione… ringraziamo la
Fondazione per averci dato l’opportunità
di vivere questa esperienza” – e ancora –
“è stato bello incontrare e conoscere i missionari
e le religiose che lavorano a fianco dei poveri, dei bimbi
e di chi soffre… abbiamo potuto toccare con mano
quanto sia importante sostenere con le offerte e la nostra
fiducia la Fondazione che, grazie al nostro aiuto, finanzia
realizzazioni tutte orientate al riscatto della dignità
dell’uomo”.
Queste sono solo alcune delle osservazioni fatte dai partecipanti
al viaggio appena concluso con la soddisfazione di tutti,
anche degli organizzatori.
Siamo a Francoforte e, piano piano, il gruppo si compone:
Letizia da Roma, Fernanda ed Elsa da Torino, Savino, Silvana,
Luciano e Fiorella con Mirella da Venezia e, da Milano,
Daniele con Giovanna, Luciano senior con Marco e Mario,
il sottoscritto, che ha seguito il gruppo durante il programma.
Dopo ventisei ore arriviamo all’aereoporto di Guatemala
City, dove troviamo Madre Attilia, Superiora del noviziato
di Villa Sol, il nostro Campo Base. Ci attende con un
grosso bus giallo che ci porta a destinazione, dove prendiamo
possesso delle camere e, senza indugi e difficoltà,
prendiamo sonno.
Prima tappa del giorno seguente: Antigua, la vecchia Capitale.
Dopo la parte turistico-culturale, ampia e completa, il
gruppo è invitato a vivere un momento emotivamente
forte e colmo di missionarietà: la visita all’Hermano
Pedro, un ospedale anomalo nel suo genere. Non servono
certificati di ricovero, basta bussare, chiedere aiuto
e Padre Giuseppe Contran, direttore, con i suoi collaboratori
presta l’aiuto necessario. Da quanto detto potrebbe
sembrare che l’Hermano Pedro sia poco più
di un luogo d’accoglienza o di primo soccorso: niente
di tutto questo. È un ospedale organizzatissimo
che comprende molti reparti e specializzazioni: dalla
medicina generale alla chirurgia specialistica, dall’oculistica
alla ginecologia, e non mancano i reparti per i malati
di mente e gli handicappati. Tutto il gruppo ha visitato
i reparti, guidato da quel sant’uomo di Padre Giuseppe,
sempre pronto all’ascolto di tutto e di tutti. Ho
visto molti dei nostri volti commossi e con le lacrime
agli occhi, ma tutti consapevoli che l’opera finanziata
dalla Fondazione contribuisce concretamente a sanare le
piaghe del mondo, sia quelle materiali che quelle spirituali.
Il viaggio prosegue alla volta di Panajachel, sulle rive
del lago vulcanico di Atitlan, dove abbiamo visitato i
villaggi: Santa Catarina Palopò – San Antonio
e il caratteristico Santiago di Atitlan con la sua Chiesa
delle suppliche, nella quale i fedeli si pongono ai piedi
del Santo protettore prescelto e, ad alta voce, raccontato
i loro problemi, aspettative e richieste.
Prima di arrivare al centro missionario di Zacualpa non
può mancare la visita al coloratissimo mercato
di Chichicastenango, nel quale nessuno si sottrae agli
acquisti ed alla visita alla strana Chiesa di Santo Thomas
nella quale, quasi in una situazione sincretica, idoli,
riti maya e cristianesimo si mescolano.
A Zacualpa siamo gioiosamente accolti da Suor Ana Maria,
responsabile del progetto promozione della donna. Il tempo
trascorso qui, anche se breve, è stato intenso
di esperienze missionarie e sociali. Abbiamo visitato
la grande cueva, una grotta nella quale sono
stati uccisi molti contadini e bambini. Non è mancata
la visita ad un villaggio e alla sua gente, con la quale
abbiamo parlato e ci siamo incontrati, ed abbiamo avuto
occasione di sperimentare l’assistenza che le suore
quotidianamente fanno: un bambino con febbre alta è
stato visitato da Suor Ana Maria che ha subito provveduto
alla somministrazione di antibiotici. Pensate che la mamma
non avrebbe portato il bimbo in città poiché
non c’erano mezzi.
A Zacualpa tutto è sempre in fermento: la “Escuela
de Panederia”, finanziata dalla Fondazione, è
in piena attività poiché due volte al giorno,
a volte anche tre, si alternano i fornai e le fornarette
per fare il pane, e non mancano i dolci destinati a tutte
le scuole del vasto territorio. Ad un certo punto un intenso
profumo si spande in tutto il Centro ed io non resisto,
seguo la scia profumata che mi porta nel locale adibito
alla panificazione dove tre donne sono in fervida attività:
infornano e sfornano e l’intenso profumo mi “induce”
ad assaggiare un pandolce appena sfornato e ancora caldo…
una delizia!
Siamo invitati ad una cerimonia Maya nella quale ci viene
spiegato il progetto di promozione della donna, un progetto
valido e produttivo che prevede il finanziamento ed il
successivo sviluppo di orti gestiti e coltivati dalle
varie famiglie. Gli orti producono l’indispensabile
per vivere e per permettere baratti con altri prodotti
utili alla vita sociale. La speranza è quella di
un ulteriore sviluppo degli orti al punto da permettere
di iniziare un’attività commerciale.
Dopo
l’esperienza di Zacualpa ci attende un’esperienza
tipo “Camel Trophy”: quattro ore lungo una
strada sterrata, erta e senza bordi. Ad un certo punto
il bus si spegne in salita. Lascio immaginare ai lettori
lo smarrimento e la “fifa”, ma tutto è
andato bene.
Arriviamo ad Esquipulas e riusciamo a fare il percorso
dei pellegrini per pregare sotto il Cristo nero, venerato
da tutto il Centro America. Non manca una puntatina alla
Bananera Del Monte, alle sculture Maya di Quirigua e alle
rovine di Copan in Honduras. Finalmente giungiamo a Rio
Dulce, un vero e prorio paradiso terrestre nel quale ognuno
riscopre la bellezza della natura incontaminata: la laguna,
le mangrovie e le ninfee fanno da cornice, uccelli di
ogni specie e multicolori, non mancano i pellicani e nemmeno
i delfini che a Livingston ci scortano per alcuni tratti.
Ultima tappa, prima del ritorno a Guatemala City, il centro
archeologico Maya di Tikal, ospitati all’interno
del parco e dove, durante la notte, siamo stati visitati
dalle scimmie urlatrici che con i loro “ruggiti”
ci hanno fatto passare una notte nella “jungla”
leggendaria. La giornata è iniziata prima dell’alba
con un’escursione sulla grande torre per fotografare
e filmare l’alba, escursione alla quale hanno partecipato
alcuni “temerari” del nostro gruppo. Poi,
alle otto e mezzo, è iniziata l’escursione
tra procioni, coloratissimi tacchini e… il giaguaro
sempre in agguato.
Siamo alla fine del viaggio, Guatemala City ci aspetta
per le visite turistico-culturali: il palazzo del Governo,
la Cattedrale con le famose opere pittoriche, i vari mercati
e il luogo nel quale il Vescovo Mons. Gerardi è
stato trucidato perché difensore dei diritti umani.
A conclusione non poteva mancare la visita alla gigantesca
baraccopoli di Mesquital, dove la Fondazione è
presente con opere sociali di sostegno, adozioni e scuole.
L’affetto e l’accoglienza dei bambini ha suggellato
un forte legame con tutto il gruppo che, dopo queste esperienze,
si è certamente sentito più ricco e più
motivato nel far parte della Fondazione P. Alessi Fratelli
Dimenticati.
L’ultima sera abbiamo festeggiato Madre Attilia
Pastore per i suoi 81 anni.
Questa è la Fondazione: incontro, amicizia, condivisione,
una stretta di mano, un sorriso… Camminare insieme.
Mario